LA MORTE DEL MAESTRO RYSZARD ZUB – ESEQUIE MERCOLEDI MATTINA A PADOVA

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LA MORTE DEL MAESTRO RYSZARD ZUB – ESEQUIE MERCOLEDI MATTINA A PADOVA

zub staffPADOVA – Saranno celebrati mercoledi 14 gennaio, alle ore 10.30, nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria Madonna Pellegrina di Padova (via d’Acquapendente, n.60), i funerali del maestro Ryszard Zub, scomparso domenica mattina all’età di 80 anni. Sarà quella l’occasione per l’ultimo saluto al polacco che, accolto in Italia, ha segnato un’epoca della sciabola azzurra, da maestro, da Commissario tecnico e soprattutto da appassionato di scherma.

Sono numerosi i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia ed alla società Petrarca Padova, da parte dei tantissimi atleti, tecnici e componenti la grande famiglia della scherma italiana, che hanno voluto ricordare il maestro Zub o semplicemente dirgli “grazie”.

Tra questi vi è il campione olimpico a squadre di Monaco1972, Michele Maffei, ed oggi Presidente dell’Associazione Medaglie d’oro al valore atletico.
“Il maestro Zub – dice Maffei – arrivò in Italia nel 1968 e dopo pochissimi anni arrivò ad essere tecnico in Nazionale. Portò una vera e propria rivoluzione, sia dal punto di vista della programmazione tecnica che anche della mentalità. Cambiò il nostro modo di approcciarci all’allenamento, le tecniche, modernizzò la sciabola e senza dubbio fu tra coloro che contribuirono in maniera importante alla conquista dell’oro olimpico a squadre ai Giochi di Monaco. Lo voglio ricordare e ringraziare per averci permesso, con il suo arrivo, di conquistare quel successo e per tutto quello che il suo arrivo in Italia significò per la sciabola azzurra”.

A ricordarlo è anche la giovanissima Beatrice “Bebe” Vio. La fiorettista paralimpica ha infatti avuto modo di incontrare il maestro Zub che, negli ultimi anni, si era dedicato alla scherma paralimpica, curandone la sezione al Petrarca Padova e soprattutto dando un impulso importante al settore anche a livello nazionale.

zub vio

Ecco il commosso ricordo di Bebe Vio:
“Io ho un ricordo stupendo del Maestro Zub, ho tirato con lui per alcuni mesi nella palestra del Petarca Padova perchè la mia mia palestra a Mogliano non aveva la pedana da scherma paralimpica. Mi hanno accolta fin dal primo giorno con grande affetto ed entusiasmo e lui ha creduto subito in me. Quando poi abbiamo attrezzato la mia vecchia palestra e ho espresso il desiderio di tornare ad allenarmi a casa mia, si é reso anche disponibile ad insegnare i rudimenti della scherma paralimpica alle mia Maestre di sempre, Federica Berton e Alice Esposito, che non la conoscevano. Lui – dice ancora Beatrice Vio – era fantastico, con quegli stupendi occhi azzurri che sprizzavano felicità e voglia di vivere, ed io sono molto onorata di essere stata una sua allieva, anche se per meno di un anno. Amava e faceva amare la scherma ed era un Maestro bravo e paziente, ma anche severo, e pretendeva molto da me. Il ricordo più bello che ho di lui è legato al mio primo Mondiale Under 17 disputato a casa sua, a Varsavia in Polonia. Era l’estate del 2011, avevo 14 anni (ero la più giovane del mondiale) ed era la mia prima gara internazionale. Andammo su in macchina tutta la famiglia, mamma, papà, io e i miei fratelli Nicolò e Maria Sole. Fu un viaggio lunghissimo e quando siamo arrivati me lo sono trovato lì, inaspettatamente. “È tua prima gara importante” mi disse “volevo essere vicino a te”. Lui era venuto fino a lì con la sua Panda! Vi rendete conto?!? Prima della competizione ho avuto dei problemi tecnici con la commissione di classificazione di disabilità e sono arrivata la mattina della gara molto tesa. Ma lui è stato lì tutto il tempo a tranquillizzarmi, ad incitarmi e darmi consigli. Lo faceva in modo molto sobrio, da fuori del campo gara, rispettoso del ruolo di Fabio Giovannini, il CT della Nazionale che mi seguiva durante la gara. Ho disputato i primi incontri in modo timido e contratta ma poi mi sono sciolta e, grazie ai consigli tecnici urlati da Fabio e bisbigliati da Zub, alla fine ho vinto il titolo under 17! Non ho molto da dire – conclude la fiorettista paralimpica azzurra -, oggi mi sento un pò più sola, tutto il Mondo della Scherma lo è. Caro Maestro Zub, ti volevo molto bene e non ti scorderò mai. Grazie!”.

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