CALABRIA – TANTE LE TESTIMONIANZE DEGLI ATLETI CALABRESI –

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CALABRIA – TANTE LE TESTIMONIANZE DEGLI ATLETI CALABRESI –

REGGIO CALABRIA – “Surreale. Non c’è parola più pregnante di significato di questa per descrivere la situazione che stiamo vivendo da un mese a questa parte. – a scrivere sono alcuni giovani schermitori calabresi – Abituati ad una vita frenetica, piena di andirivieni, una vita incastonata fra un allenamento e l’altro, ma ora limitati fra le quattro mura domestiche per necessità che trascendono la nostra quotidianità. È una sfida, una sfida che abbiamo accettato e che vinceremo. Una sfida ad attivare ingegno e fantasia per far passare questo periodo senza perdere di vista la nostra vita, o meglio, ciò che primariamente rappresenta chi siamo. Per noi atleti, noi schermidori, ogni giornata priva del ticchettio dei passi sulla pedana, del chiassoso apparecchio elettrico, del rumore delle lame che si incrociano, dell’umidità della fredda divisa è una giornata atipica, sfasata, quasi come non ci appartenesse. Ma ciò che siamo, il nostro abitus, la serietà, la disciplina e il senso di responsabilità che ci contraddistinguono in quanto atleti, ci impongono di restare a casa, di tutelare l’interesse collettivo, escogitando mille modi per proseguire il nostro percorso sportivo nello – a volte esiguo – spazio domestico”. 

 

Abbiamo raccolto delle testimonianze provenienti da alcune società schermistiche calabresi, sono alcuni giovani atleti a raccontarsi.  

“Io sono Andrea, ho 22 anni e nel mio piccolo, ho trovato un equilibrio. La mia società (Platania Scherma) dimostra la sua vicinanza e il suo interesse attraverso due videochiamate a settimana, durante le quali si organizza il lavoro, poi si scherza, ci si distrae, si cerca di rendere il più normale possibile questa situazione. Per non farmi mancare nulla, ho anche costruito un bersaglio con ciò che ho trovato in casa. Un bersaglio ancora rudimentale in realtà, ma userò l’abbondante tempo a mia disposizione per perfezionarlo sempre più. Questa esperienza mi sta insegnando tanto, mi sta responsabilizzando, stimolando a trovare una soluzione ad ogni ostacolo, consapevole del fatto che si ritornerà a sudare in pedana, a viaggiare in lungo e in largo (e a volte anche con mezzi di fortuna) per partecipare ad ogni gara possibile e immaginabile. Perché, sono sicuro, darò molto più valore a tutto questo una volta rientrato. Assaporerò ogni singolo momento dell’allenamento, del viaggio per raggiungere il luogo di gara, del riscaldamento prima di scendere in pedana ed anche della rabbia e della delusione che seguono una brutta sconfitta. Sono sicuro che anche molti altri atleti come me condividano questo mio pensiero e che una volta che avremo lasciato questa spiacevole contingenza alle spalle, sarà tutto più bello, più partecipato, più sentito… Più vissuto!”

 

“Io, invece, sono Maria Grazia, del Club Scherma Cosenza, ho anche io 22 anni e faccio scherma da una vita… Ma poi… Poi è arrivato il coronavirus, questo grande e potente nemico, forse troppo per noi. Come un fiume in piena, ha travolto ogni cosa rendendoci impotenti e fragili, così tanto da rinchiuderci in casa, addirittura. Non c’è verso e non c’è soluzione, bisogna fermare tutto, adesso. Così, da un giorno all’altro senza più la scuola, l’università, la scherma, senza più quella che era la nostra quotidianità, per tentare di combattere questo nemico invisibile. Tutto ciò è così difficile da accettare che si cerca di far di tutto pur di non pensarci, di andare avanti, facendo le cose più disparate: lezioni tramite Internet, videochiamate con gli amici, allenamenti casalinghi fai da te. I maestri del mio Club hanno realizzato schede di allenamento, a cadenza settimanale, per allenarci in proprio e fronteggiare l’impossibilità dello stare insieme in palestra. La mancanza è tanta e soprattutto forte, tuttavia è proprio da questa distanza che noi tutti stiamo tentando giorno per giorno di trovare la forza necessaria affinché queste settimane passino in fretta per poi giungere a periodi migliori, quando, finalmente, potremo riabbracciare tutti ma proprio tutti, i nostri maestri, i nostri compagni di sala ed impugnare la nostra arma come una volta. Il covid-19 ci avrà anche piegato in ginocchio, ma noi sapremo rialzarci meglio e più forti di prima, perché lo sappiamo bene: anche quando siamo in svantaggio non è mai detta l’ultima parola, bisogna tirare, fino all’ultima stoccata”. 

 

“Qui in Calabria siamo relativamente pochi a praticare questo nobile e magnifico sport e proprio per questo rappresentiamo un gruppo unito, ci conosciamo, scherziamo, ci prendiamo vicendevolmente ed amichevolmente in giro. Siamo amici, fuori dalla pedana. Considerazioni su questa situazione arrivano da ogni parte della regione. Ora c’è più tempo per pensare a ciò che è realmente importante, ai sorrisi che riempiono le giornate, agli sguardi ironici, di affetto e di complicità. […] C’è più tempo per capire che il tempo che abbiamo non deve essere sprecato, che “dopo lo farò” non è plausibile” – scrive la sciabolatrice del Circolo Scherma Lametino, Carla Alessi, prendendo il momento come spunto di riflessione.

Mentre la sua compagna di sala Sofia Giovannone ha interpretato il momento come un’occasione di miglioramento – : “È bello infatti vedere come i maestri si siano mobilitati per cercare una soluzione attraverso gli allenamenti a distanza e come si riesca a fare comunione soprattutto nei momenti di difficoltà. […] Ciò che sembra la misura più assurda e difficile, restare a casa, è invece l’opportunità più grande”.

 

Il giovane Mattia Fiaschi (classe 2008), sempre del Circolo Scherma Lametino, esprime un non comune senso di responsabilità che solo la scherma riesce a trasmettere: “In questi lunghi giorni ho capito che devo rispettare le decisioni degli altri, ho capito che devo resistere”.

La scherma ci insegna tanto e il rapporto con i propri maestri è unico e questo lo testimonia anche Aurora Ligato (Scherma Reggio) che dice: “Mi manca il mio maestro, che in questi anni ha saputo farmi crescere dandomi consigli anche sulle cose più banali. Anche se la mia vita, così come quella di tutti è cambiata, bisogna vedere il lato positivo della situazione, riesco a trascorrere più tempo con la mia famiglia che prima vedevo raramente”.

 

“La mancanza del nostro sport si fa sentire, d’altronde era la normalità per noi, un momento di serenità e di confronto che ci dava anche la possibilità di confidarci tra noi e questo sicuramente non può essere sostituito dalle lezioni che continuiamo a fare online, lo stare insieme di persona è inimitabile – così ci raccontano Alessandra Villa ed Asia Pellicanò (Accademia Scherma Reggio) – questo periodo ci permetterà di apprezzare ogni attimo trascorso insieme e riusciremo sicuramente a recuperare gli allenamenti persi”.

 

Dello stesso avviso è anche Elide Filice (Accademia di Scherma Calabrese) “Questa quarantena qualcosa mi sta lasciando, ho capito quanto anche le cose che all’apparenza possono sembrarci banali, sono in fondo quelle più indimenticabili. Sono così legata alla mia spada, la stessa spada che quasi rimproveravo quando si fermava ad un millimetro dal bersaglio del mio avversario anche se poi, alla fine, capivo che quella da rimproverare ero io per non averci creduto un po’ di più. Ringrazio questa quarantena in fin dei conti, perché mi porta a riflettere su come un ruolo fondamentale nella mia vita sia svolto da lei… la nostra amata scherma”.

 

Una situazione nuova per tutti ma dalla quale si può trarre il meglio come ad esempio ci testimonia Luca De Domenico (Capo d’Armi Scherma) “Per scacciare la noia si prova di tutto, si passano giornate davanti alla TV e con i videogiochi, ma anche se ti ritrovi un muro davanti devi saperlo saltare, non solo per tenerti in forma! Gli allenamenti in pochi metri quadrati, seppur online, ci fanno sentire più vicini e uniti; questo tempo può servirci per tenerci in forma anche e soprattutto mentalmente così da tornare in pedana più forti di prima”. Parole d’ordine per superare la quarantena? “Allenamento, studio e fare altre attività sempre restando a casa” – ci suggerisce Jacopo Vita (Capo d’Armi Scherma). Testimonianze incoraggianti arrivano anche da Corigliano, da dove il giovane Francesco Romio (Corigliano Scherma) ci scrive “… in questi giorni di reclusione sto capendo l’importanza di alcune cose. Mi mancano gli allenamenti con i miei compagni e maestri di scherma”.

 

Insomma, la quarantena può essere considerata come uno spunto per migliorare sé stessi a partire dalla capacità di sapersi adattare ad una situazione nuova, cosa che molti atleti stanno facendo con grande impegno, dedizione e soprattutto, passione. Atleti come Sara Greco (Circolo Scherma Lametino), che ha realizzato un bersaglio e si allena a casa e tanti altri che, come lei, non sono riusciti a dire “ciao” alla scherma, nemmeno per un attimo. 

 

In tutto questo, è forte la vicinanza della delegazione regionale, con il delegato, Franco Perri, che, dopo aver espresso profondo cordoglio per le vittime di questa pandemia, non manca di dimostrare la propria vicinanza alle varie società presenti sul territorio calabrese e manifestare soddisfazione per l’attivazione dei tecnici, i quali con grande serietà professionale si sono da subito adoperati per permettere agli atleti la prosecuzione del loro percorso schermistico anche dalle proprie abitazioni. In conclusione: torneremo? In realtà, non ce ne siamo mai andati

 

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